Il castello di Moncalvo

La costruzione del castello di Moncalvo, i cui resti risultano ancora oggi parzialmente visibili, è da collocarsi nei primi anni del XIV secolo anche se purtroppo non vi sono documenti che permettono di determinare in maniera puntuale l’anno esatto di costruzione dell’edificio.

E’ importante ricordare che l’edificio al quale si sta facendo riferimento non è l’originario castello di Moncalvo in quanto una precedente struttura fortificata era già presente sul territorio moncalvese ed era sita secondo alcuni storici in località Gessi secondo altri nel luogo ove sorge l’attuale Chiesa di San Francesco.

Nel corso del XIV e del XV secolo il castello assunse prevalentemente una funzione di tipo residenziale essendo una delle principali sedi dei marchesi del Monferrato nonché residenza di celebri personaggi storici quali l’imperatore Sigismondo di Lussemburgo.

Tuttavia avvicinandosi verso la metà del cinquecento la struttura castellana mutò progressivamente in quanto la sua funzione abitativa venne sostituita da funzioni prettamente difensive, ricordiamo che il cinquecento ed il seicento furono due secoli assai nefasti per il Monferrato che, sotto il dominio dei Gonzaga, era considerato come un territorio satellite rispetto a Mantova, la loro capitale.

Nel settecento con il passaggio della città di Moncalvo sotto il dominio dei Savoia il castello non ricoprì più alcuna importanza dal punto di vista strategico – difensivo e si incominciò a parlare della distruzione dei suoi resti. L’antico castello cade a poco a poco in rovina e nel 1812 Napoleone lo concede in parziale enfiteusi al Comune di Moncalvo a condizione che il castello “venga convertito in un palazzo civico capace di contenere gli archivi, gli uffici del Comune e del Mandamento ed altri stabilimenti pubblici”.

Il castello di Moncalvo in un'incisione di Enrico Gonin del 1856

Nel 1858 il Comune di Moncalvo, dopo una lunga diatriba con l’intendenza della Provincia di Casale, riscatterà il castello a fronte del pagamento di un prezzo di riscatto fissato in lire 4000. Tuttavia nel 1878 si decide, tra il malcontento di una parte della popolazione, di abbattere il castello per lasciare spazio ad un’amplia piazza che agevolasse le attività commerciali dei moncalvesi circondata da un porticato affinché attenuasse la forte ventilazione.

Nel corso del novecento i locali sotterranei del castello vengono dapprima concessi in affitto ad una serie di attività commerciali moncalvesi per poi cadere sempre più nel degrado e nella rovina tanto che i camminamenti erano diventati una sorta di discarica di materiale di ingombro.

A partire dagli anni 2000 il Comune di Moncalvo ha invece messo in atto una serie di attività finalizzate a recuperare e a valorizzare i beni culturali presenti sul territorio comunale e conseguentemente il castello è stato oggetto di un pensante intervento di recupero, costato circa 1.000.000 di euro, grazie al quale è stato recupero e riportato al suo antico splendore.

I camminamenti del castello di Moncalvo 

Oggi i resti del castello di Moncalvo ed i suoi antichi camminamenti rappresentano una risorsa davvero unica per la città in quanto costituiscono un polo culturale d’eccellenza sia per i residenti che per i turisti che sempre più numerosi giungono nel Monferrato astigiano a Moncalvo. Ed è proprio la strada del turismo legato alla cultura ed alle eccellenze del territorio che potrà garantire una nuova visibilità e un rilancio in termini economici ed occupazionali al Monferrato e a Moncalvo. 

 

                                                                                                                                                                                                          Andrea Monti