Brevi notizie storiche sulla Parrocchia di Moncalvo

Il primo nucleo della Parrocchia intitolata a Sant’Antonio di Padova si formò in località Gessi, ove sin dall’età romana esisteva un accampamento che all’epoca costituiva il centro della città di Moncalvo. Lì si trovava la Pieve di San Pietro, documentata già a metà del sec. X, ma di origine piuttosto tardiva.

All’inizio dell’evo moderno il nucleo centrale della città di Moncalvo si trasferì dalla località Gessi al colle adiacente ove nei primi anni del 1300 fu costruito il castello attorno al quale nacque quello che ancora oggi è il centro storico della Città di Moncalvo. In prossimità del corpo di guardia del castello fu realizzata la Chiesa di Santa Maria di Piazza che all’inizio dell’evo moderno divenne chiesa Parrocchiale a discapito della Pieve di San Pietro. La Parrocchia di Moncalvo, originariamente appartenente alla Diocesi di Vercelli, nel 1474 entrò a far parte della Diocesi di Casale Monferrato.

Nel 1536 la Chiesa di Santa Maria di Piazza fu distrutta e la Parrocchia fu trasferita nell'oratorio di San Michele (l'attuale chiesa della Madonna delle Grazie) che assunse la funzione di Chiesa Parrocchiale fino al 1623, anno in cui tale Chiesa perse questa prerogativa in favore della Chiesa di Sant’Antonio Abate, ubicata nella contrada della Fracchia (per i moncalvesi “La Fracia”). L’ultima variazione risale all’8 giugno 1783 data in cui divenne Parrocchiale la Chiesa di San Francesco che sorge all'estremità sud-est dell'abitato, su un rilievo detto Monteguardo o Belvedere.

Oltre alle già citate Chiese la Parrocchia di Moncalvo vanta anche la presenza della Chiesa campestre di San Rocco, della Chiesa di Santa Croce in frazione Patro, della Chiesa di Santa Caterina in frazione Castellino e della Chiesa di Santa Maria delle Peschiere in frazione Santa Maria (queste ultime tre Chiese hanno goduto del beneficio di Parrocchia fino al 1986, anno in cui sono state inglobate nella Parrocchia di Moncalvo).

                                                                                                                                                                                                                 Andrea Monti
 
 
 
Le notizie storiche sotto riportate, relative alle Chiese della Parrocchia di Moncalvo,
sono tratte dal Volume pubblicato nel 2006: 
"Chiese extraurbane della diocesi di Casale Monferrato" di Carlo Aletto.
Ringraziamo l'autore per la gentile concessione ad utilizzare parte della sua preziosa opera.

Chiesa di San Francesco

 
La chiesa Parrocchiale di San Francesco
 
La Chiesa di San Francesco d'Assisi (Chiesa Parrocchiale dal 1783) sorge all'estremità sud-est dell'abitato, su un rilievo detto Monteguardo o Belvedere, dove preesisteva un castellacium. Fu edificata dai frati Minori Conventuali forse nel 1272, con l'aiuto di Guglielmo VII, marchese di Monferrato. Nel 1644 buona parte della chiesa era crollata e fu ricostruita conservando il coro secondo il progetto di frate Vincenzo Rovere. Divenne parrocchiale nel 1783, il monastero fu soppresso nel 1802 mentre l'attuale facciata fu realizzata nel 1932 su progetto dell'architetto Vittorio Mesturini che riprese antichi disegni. La Chiesa nel 1911 venne elencata tra gli edifici monumentali nazionali.
 
Le parti più antiche presentano caratteri stilistici del XIV secolo; vi corrispondono le tre absidi (nell'abside laterale sinistra è nascosto un bel capitello con scene di vendemmia), la sacrestia con attiguo piccolo chiostro e parte del campanile (alto 45 metri con concerto di sei campane, terminante con una grande cuspide docecanale alta 13 metri). Facciata a due ordini, di cui quello inferiore è diviso da lesene in tre parti, ciascuna con una porta sormontata da una statua: al centro l'Immacolata con due angeli; a destra S.Francesco; a sinistra S.Antonio da Padova.

 
                                   
Piantina della Chiesa
 
 
Interno di ampie dimensioni (m 57x23 e m 19 di altezza), in tre navate divise da cinque colonne per parte. Di Mario Micheletti sono gli affreschi rappresentati il Cantico delle Creature nella cupola centrale e le Storie della Salvezza nell'abside; allo stesso artista si devono le stazioni della Via Crucis su tavola poste sui pilastri centrali. Sul soffitto del presbiterio stucchi del XVI secolo, mentre l'altare maggiore fu costruito nel 1774 sul sito del primitivo sepolcro dei marchesi di Monferrato. Notevole coro semicircolare di noce con balaustra marmorea finemente lavorata.
 
 
Cappelle laterali di destra: a) battistero, moderna cappella con grande vetrata e vasca marmorea. b) Allegoria francescana, tela del Moncalvo (1593) ripresa da un incisione del 1586 di Annibale Carracci. c) Martirio du S. Orsola, del Moncalvo. d) Natività del Battista, di Orsola Caccia (fine anni '30, inizio anni '40 del sec. XVII), proveniente dal convento di S. Orsola. e) Adorazione dei Magi, del Moncalvo (1610-15). f) Cristo coronato di spine, di Orsola Caccia, da un disegno del padre; affreschi di Nello Cambursano (1944) raffiguranti il Sacro Cuore, con ai lati Il Buon Pastore e il Samaritano. tra e) e f) è collocato il Riposo di S. Rocco, affresco del Moncalvo (1608-13), staccato dalla chiesa di S. Rocco e restaurato nel 1969. In capo alla navata destra c'è la cappella dell'Immacolata, con due tele di Orsola Caccia raffiguranti S. Antonino martire (inizio anni '60 del sec. XVII), provenienti dal convento di S. Bernardino, e la Sacra Famiglia con S. Orsola, dal convento di S. Orsola; nella nicchia centrale è collocata una statua dell'Immacolata, qui portata nel 1882.
 
Lato sinistro: a) Natività di Maria, tela attribuita al Maestro delle Storie di S. Antonio. b) Assunta, copia di un dipinto di Anton van Dyck ad opera del moncalvese Beccaris o del Sacchi. c) Martirio di S. Maurizio, di Guglielmo e Orsola Caccia (1625), proveniente dalla Chiesa del convento dei Cappuccini. d) tra putti affrescati da Ferdinando Dal Pozzo, entro una nicchia è accolto un Crocifisso ligneo detto "miracoloso" perchè restò intatto sotto il crollo della volta; in passato era presente un paliotto monocromo dipinto da Carlo Gorzio. e) S. Sebastiano curato dagli angeli, forse di Orsola. f) Morte di S. Francesco, riferibile al Maestro delle Storie di S. Antonio. Tra e) e f) è sistemata la Vergine col Bambino, S. Marco e S. Rocco, del Moncalvo (1605-06), restaurata nel 1990 (Marello e Bianco), proveniente dalla chiesa di S. Marco, affidata nel 2001 alla parrocchiale.
 
 
San Francesco: interno anni '30 del Novecento
 
Alla sommità della navata sinistra è posto il monumento funebre del parroco don Giuseppe Bolla, disegnato da don Angelo Verri, con busto realizzato da Stefano Vigna. In capo alla stessa navata si apre la cappella di S. Antonio da Padova, col sepolcro di Guglielmo Caccia (lapide posta dall'ebanista Gabriele Capello, a sua volta autosoprannominato "Moncalvo") e tre tele: il cuore dell'avaro, di Carlo Orazio Sacchi: S. Antonio resuscita un morto, di dubbia attribuzione; Miracolo della mula, del Maestro delle Storie di S. Antonio. Sul soffitto dipinti di scuola del Moncalvo: al centro Angelo con un giglio (simbolo di S. Antonio), ai lati S. Antonio ricongiunge il piede alla gamba di un giovane e Degustazione del mosto.
 
Sulla parete sinistra del presbiterio una pregevole lapide di marmo bianco del 1591, con lo stemma composito dei Gonzaga, ricorda le sepolture di alcuni marchesi di Monferrato. Notevoli sono due confessionali del sec. XIX, opera di Gabriele Capello, cui si deve anche l'orchestra. La grande bussola in noce della porta maggiore, che serve anche da palco all'organo, fu realizzata nel 1825 da Francesco Contero (o Conteo), su disegno dell'arch. Ranza. L'organo fu costruito dalla ditta Vincenzo Mascioni nel 1942 (ristrutturando un precedente strumento di Carlo Serassi del 1832), e restaurato nel 1991 dalla stessa famiglia: ha 2500 canne, due tastiere di 58 note, 40 registri, trasmissione elettrica.
 
In sacrestia si conservano mobili intagliati e varie tele, tra cui: la Madonna in trono col Bambino e i Ss. Martino e Rocco, di Bartolomeo Bonone (opera giovanile ca. 1491), già in una cappella nel recinto del castello, presentata nel 1880 all'esposizione di arte antica di Torino e fino al 1940 nella sacrestia della chiesa della Madonna delle Grazie; S. Luca nello studio, di Orsola Caccia (il volto del santo sarebbe un ritratto del padre), già presente nel 1618 (?); Cristo nel deserto servito dagli angeli di Guglielmo e Orsola; Lavanda dei piedi, olio su tela (cm 290 x 210) di autore ignoto, restaurato nel 2002, già nella chiesa di S. Giovanni. E' presente pure una bella pace-reliquiario, opera di orafo e miniatore lombardi (ca. 1430-40), forse dell'ambito di Michelino da Besozzo.
 
 
 
Non è piu' presente in chiesa una Immacolata Concezione di Orsola Caccia, attestata ancora agli inizi del Novecento. Nella casa parrocchiale è custodito un frammento di affresco con S. Giorgio (?) e una giovane santa che presentano un donatore alla Vergine, attribuito a pittore lombardo del 1390-1400, strappato nel 1978 dal cortile dell'oratorio della casa canonica. Nello stesso cortile si rinvennero nel 1974-75 una scultura in arenaria rappresentante la Madonna in trono col Bambino e un capitello a fogliami, attribuiti a scultore casalese-vercellese (ca. 1350-60), verosimilmente pertinenti al convento di S. Francesco; i reperti furono consegnati nel 1975 alla chiesa di Oltreponte di Casale, quindi, dopo l'alluvione del 2000, ai locali della Curia Vescovile.
 
 
 

Chiesa di Sant'Antonio Abate

 
Chiesa di Sant'Antonio Abate
 
Sorge in via XX settembre (detta "La Fracia") dove prima del 1459 esisteva un oratorio dedicato a S.Antonio Abate, divenuto sede della confraternita dei Disciplinati col titolo dei Ss. Pietro e Giovanni Battista. La chiesa, ricostruita nello stesso sito nel 1623 fu parrocchiale dal 1623 al 1783; venne poi abbandonata in favore della chiesa di S.Francesco. La sacrestia fu costruita nel 1700, il campanile iniziato nel 1719 e terminato nel 1744 ha una scala in pietra del 1882 capomastro Vincenzo Poncellino. Alla metà del sec. XVIII risalgono i primi due altari laterali e i pagliotti in scagliola.

Edificio di struttura seicentesca, la facciata rivolta a nord, accoglie tre statue: in alto S.Antonio Abate, in basso S.Pietro e S.Giovanni. L'interno è ad aula; nella profonda abside sono collocati il coro ligneo e l'altare maggiore marmoreo del 1734; la balaustrata e la scalinata del presbiterio risalgono al 1705.

 

Piantina della chiesa
 
 
Cappelle laterali; a destra: a) S.Bartolomeo o S.Francesco da Paola, altare eretto attorno al 1743, paliotto in scagliola datato 1756 con stemma della famiglia Rubini; tela raffigurante i Ss Francesco da Paola, Batolomeo, Tommaso d'Acquino, Vincenzo Ferreri ed il beato Alessandro Sauli del 1725 (?) dipinta da Ferdinando Pozzo. b) altare delle Anime Purganti o di S.Carlo, paliotto in scagliola firmato "Solarius fecit anno 1755" con insegna della compagnia delle Anime Purganti; tele raffigurante S.Carlo Borromeo, curatissima opera tarda di Guglielmo Caccia. c) Madonna del Carmine, tela raffigurante la Madonna del Carmine col bambino sul trono sorretto da nuvole, tra angeli, i Ss Simone Stock e Giovanni Battista, opera di Guglielmo Caccia. Nicchia accanto all'altare con stucchi (1702) e statua lignea della Madonna di Giuseppe Termine.

Cappelle laterali; a sinistra: a) S.Agata del 1658; paliotto in scagliola con scritta alla base "egentibus D.D. Octavio Rivetta ac Angelo Franco Rabino", tela raffigurante le Ss Liberata, Agata e Lucia di Orsola Caccia. b) S.Anna, paliotto alla cui base si legge "cattarina"; pala con la Madonna col Bambino e S.Anna di Orsola Caccia. c) SS Crocifisso o dell'Addolorata, altare del 1753; paliotto con scritta "Solarus Fecit 1753"; nell'edicola vi sono tre statue che ricordano la scena del Calvario: Madonna Addolorata, il Santissimo Crocifisso, S.Giovanni Evangelista.
 
 
Foto di gruppo davanti alla Chiesa di Sant'Antonio, cartolina del 1912

Vi è inoltre una pregevole acquasantiera del 1753. La cantoria è addossata alla parte di controfacciata; organo del 1882 ricostruito nel 1882 da Giuseppe Bernasconi, comprende due tastiere di 61 note, una pedaliera di 24 note, 34 registri a trasmissione meccanica. L'organo primitivo era stato costruito nel 1768.
 
 
 
 

Chiesa Madonna delle Grazie

Facciata Chiesa N.D. della Grazie 
 
 
E' situata in via Testafochi, accanto all'omonimo palazzo. L'unica opera del Magnocavalli ad essere stata completata secondo il progetto originale (1756-58). Costruita sull'area di una precedente chiesa sede della confraternita di S.Michele, già esistente nel secolo XV, che fu parrocchiale dal 1536 al 1623, abbattuta per vetustà, conservando però il campanile del 1619; altro elemento rimasto dell'antica chiesa è un crocifisso scolpito a rilievo nella pietra, murato sul fronte esterno occidentale.
 
Nel 1756 la confraternita di S.Michele chiese al Magnocavalli il progetto per una nuova chiesa. Vi fu un periodo di tensioni tra la confraternita e il Magnocavalli, il quale avrebbe concesso la cessione della piazzetta solo in cambio della possibilità di alzare il muro dell'arco di appoggio (il voltone) del suo palazzo per tutta l'altezza della nuova chiesa.
 
 
Infine, dopo l'intervento dell'abate Castagna, nel giugno del 1756 giunse il progetto del conte e fu posta la prima pietra. All'inizio del 1958 era completato il coro; nei mesi successivi il Magnocavalli forniva i disegni dell'altare maggiore e di quelli laterali. La chiesa fu aperta al pubblico il 31/10/1758; la sacrestia fu costruita nel 1763. Nel 1775 Giuseppe Savina costruì l'organo, sostituito nel 1821.
Pianta della Chiesa
 

Il basso campanile addossato al lato sinistro del presbiterio ha una scala in pietra del 1821 (capomastro Francesco Calzone). La facciata è in cotto a vista, con buche pontaie (il progetto prevedeva intonacatura e stuccatura) mossa, lievemente aggettante nella parte centrale, ancora di impostazione barocca nei due ordini sovrapposti di sei colonne ioniche, culminanti con un timpano triangolare sullo sfondo di un alto attico. Il portone ligneo, intagliato e scolpito, è coevo della chiesa. Interno in un unica navata divisa in due campate da una campatella intermedia, presbiterio più stretto abside semicircolare, quattro cappelle laterali poco profonde. Volte a vela su base ellittica, catino absidale diviso in tre spicchi. Notevole la decorazione a stucco che riveste tutto l'ambiente, opera di Francesco Antonio Longhi. Il presbiterio è sopraelevato di due gradini e chiuso da una balaustrata del 1761 in marmi policromi. L'altare maggiore marmoreo tardo-barocco (disegnato dal Magnocavalli e realizzato da Giacomo Pelagatta) del 1758 su tre gradini di marmo, sorregge un trono ligneo scolpito e dorato opera di Serafino Varallo. Il Crocifisso ligneo dell'altare è del XVIII secolo, mentre il coro ligneo semicircolare (1758) è opera di Pietro Domenico Ronco, artefice anche del portone d'ingresso.
 

Oratorio di San Rocco

Posta a sud dell'abitato, verso Cioccaro, in zona Sorine (dial. Surìn-i). Fu costruita dalla Comunità di Moncalvo nell'anno 1600. Nel 1911 venne elencata tra gli edifici monumentali nazionali. Un affresco raffigurante S. Rocco confortato dall'angelo e nutrito dal cane, realizzato dal Moncalvo sulla parete di fondo, fu strappato nel 1969, pochi giorni prima del crollo parziale della cappella, e restaurato a cura della soprintendenza; ora è esposto nella chiesa di S. Francesco.

Cartolina raffigurante l'affresco presente nella Chiesa di San Rocco prima del distacco


Piccola chiesa in buone condizioni, con minuscolo campanile privo di campana. La facciata rivolta a nord è preceduta da un atrio. Ha un solo altare in muratura. Ogni anno si celebra la festa di S. Rocco.

 

Chiesa Santa Maria delle Peschiere (Fraz. Santa Maria)

In frazione Santa Maria. Dal 1573 è documentata la presenza nella valle di una peschiera ad uso dei Gonzaga, donata nel 1628 a Vincenzo Magnocavalli. La chiesa fu edificata nel 1624 con materiale scadente; venne abbattuta e ricostruita nel 1754. Nel 1886 fu restaurata la facciata, rinnovato il pavimento e ampliata la sacrestia. Il campanile potrebbe essere ancora quello originario; ha tre campane del 1858, fuse dai fratelli Marchioni di Asti, e il quadrante d'orologio (sistemato nel 1899, ma non più funzionante dagli anni ottanta del sec. XX) con le sfere fissate simbolicamente alle ore 3 durante restauri del 1997. Fu parrocchiale dal 1925 (lapide presso l'acquasantiera) al 1986. Si officia la messa nei giorni di festa. Sono celebrate con particolare solennità le feste di S. Pancrazio (12 maggio) e della Natività della Vergine (8 settembre) ed in tali occasioni si tengono processioni.

Facciata della Chiesa di Santa Maria, anni '60 del Novecento
 
 
In facciata sopra il portale c'è un dipinto murale che raffigura la Natività di Maria, ritoccato nel 1948 da Nello Cambursano; nella fascia che chiude in alto il prospetto si legge la scritta «Mariae nascenti». Sul portone, da poco restaurato, è segnata la data di costruzione «1767». Sul fianco sinistro vi sono tracce di un quadrante solare con stilo polare, databile alla seconda metà del sec. XIX. Pianta a rettangolo irregolare, più stretto verso l'altare, con abside. La pavimentazione di marmo rosa del Garda fu realizzata nel 1970 (nell'occasione sotto il pavimento si rinvennero tombe). Gli affreschi del soffitto, di argomento eucaristico e mariano, sono opera di Arturo Tomagnini (1937); altre decorazioni sono di Francesco Stornino (ca. 1950). L'altar maggiore marmoreo è del 1932, il tabernacolo di sicurezza del 1943. Il coro in alice d'America fu costruito nel 1932 da Mario Cerrato. Al di sopra c'è un dipinto murale di Luigi Romanello rappresentante la Sacra Famiglia con S. Anna e S. Giovannino (1920). Ai lati entro nicchie sono poste le statue del Sacro Cuore e dell'Immacolata (1927). Lateralmente al presbiterio si aprono due cappelle: a destra c'è l'altare dei Ss. Grato e Giuseppe, rinnovato nel 1967, con tela ad olio rappresentante S. Grato rivolto verso S. Giuseppe in cielo; a sinistra è situato l'altare di Maria Bambina con tela in cattive condizioni; entrambe le tele sono opera di Giovanni Luigi Capello e risalgono al 1778. Il fonte battesimale, inizialmente collocato in fondo alla chiesa, è ora incastonato nella mensa dell'altare di S. Giuseppe. Piccola balaustrata di marmo. L'altare laterale di S. Pancrazio, di marmo, risale al 1932; la statua di S. Pancrazio fu benedetta nel 1903. C'è un confessionale realizzato da Giovanni Maria Camino nel 1771, riparato nel 1930. I banchi sono opera di Cerrato e Garrone (>1932). Statua in gesso di S. Espedito martire; statua lignea di S. Rita, di Corrado Runggaldier (1965). Una tela raffigurante la Nascita di Gesù restaurata nel 1997, in passato situata sopra la porta d'ingresso, si trova ora in sacrestia.

Chiesa S.Pietro in Vincoli (La Pieve) - (Fraz. Gessi)

Si trova in strada Gessi (dial. i Ges), 1 Km a sud-ovest del capoluogo; probabilmente in questa zona si formò il primo insediamento di Moncalvo, con la pieve forse attoniana (sec. X), già presente nell'elenco della diocesi di Vercelli di metà sec. X. Fra il 1210 e il 1378 era soggetta alla canonica regolare dei Ss. Pietro e Paolo di Ferrania (diocesi di Alba), che aveva diritto di nomina del pievano. Prima del sec. XVI S. Pietro perse le prerogative di chiesa parrocchiale. L'attuale piccola costruzione venne benedetta il 2/8/1744; per la sua costruzione fu riutilizzato materiale di risulta degli edifici precedenti. Nel 1765 vi abitava un eremita. La scalinata d'accesso fu costruita a fine sec. XIX. Nel 1911 la chiesa venne elencata tra gli edifici monumentali nazionali. È stata restaurata negli anni ottanta del sec. XX.
 
 
Facciata Chiesa San Pietro in Vincoli (La Pieve)
 
Facciata rivolta ad ovest, completata da un timpano rialzato e da un campaniletto a vela. Il portoncino d'ingresso è di recente fattura; ai suoi lati, sopra due bassi sedili di pietra, si aprono due finestrelle "di devozione" protette da una grata. Tre finestre sono invece nella parete meridionale. Pianta rettangolare. Volta a padiglione, pavimento in piastrelle di terracotta; un solo altare in cotto. Il coro funge anche da sacrestia; sul fondo, entro una cornice in stucco con angioletti, è posta una tela centinata raffigurante S. Pietro in Vincoli e l'angelo, con piccolo stemma bicolore alla base (tre stelle nella parte superiore e un capricorno in quella inferiore). Lo spazio per i fedeli è occupato da sei banchi e alcune sedie. Si celebra una tradizionale festa al termine della mietitura.
 
Una lapide romana probabilmente rinvenuta nei dintorni, fu murata in epoca imprecisata all'esterno della chiesa. Nel 1995, in seguito ad atti vandalici, venne sostituita da un calco e l'originale restaurato (Gian Luigi Nicola) fu portato in municipio. Si tratta di una stele di arenaria con intrusione di conchiglie fossili, mutila in alto e in basso, del tipo della pseudo-edicola; nel timpano è scolpita a rilievo una testa di Gorgone; i triangoli frontonali sono decorati da due delfini con muso rivolto in basso; è un epitaffio voluto da Irria Secunda per sé e per il marito C(aio) Sulpicio Severo, seviro e augustale. La stele viene attribuita ad epoca non posteriore agli inizi del sec. II d. C..
 
 
 
Lapide di origine romana oggi esposta presso la biblioteca sita nel Municipio di Moncalvo

Chiesa Santa Croce - (Fraz. Patro)

A Patro (dial. Patru. Pautrengum?, 961). Risale al sec. XVI; fu rifatta nella struttura esterna al principio del sec. XIX. Fu eretta in vicaria il 16/3/1822 da mons. Francesco Alciati; rimase parrocchiale fino al 1986. È in buone condizioni di statica e di conservazione. È officiata.
 
Esterno intonacato; facciata limitata da due lesene angolari poggianti su uno zoccolo e sorreggenti trabeazione e timpano, che presenta una nicchia con la statuetta di S. Elena con la Croce. L'interno è ad aula rettangolare; ha un solo altare, dietro cui è sistemato un coro ligneo. Balaustrata marmorea del 1803. Si conservava una tela moncalvesca raffigurante la Madonna col Bambino e i Ss. Francesco, Carlo e Elena con la Croce ora esposta presso la Chiesa Parrocchiale di San Francesco in Moncalvo.
 
 
 La Chiesa di Santa Croce nella frazione Patro

Chiesa Santa Caterina d'Alessandria - (Fraz. Castellino)

In frazione Castellino (dial. Castlìn. Castellarium, 1266). Esisteva già nel 1584 (visita apostolica Montiglio). L'attuale costruzione risale agli inizi del sec. XIX. Fu sede di Parrocchia fino al 1986. Vi si officia la messa una volta al mese. Le sue condizioni sono discrete.
 
Elegante campanile dalle snelle linee. Il pavimento della sacrestia, rifatto negli anni settanta del sec. XX, ospita una lapide con stemma della famiglia Dal Pozzo; due altre lapidi sono state coperte. Attorno al 1990 venne rubata dall'altare della cappella laterale una tela rappresentante S. Giorgio. In luogo segreto i fedeli conservano un bel reliquiario di S. Caterina in legno dorato.
 
 
 
La Chiesa di Castellino in una cartolina del 1963